All’incontro tra Alpi e Mediterraneo, il Verdon riunisce su un piccolo territorio
un terzo di tutta la flora di Francia. Dai campi di lavanda alle falesie dove si
aggrappa una felce unica al mondo, ecco la ricchezza vegetale del canyon — spiegata in
modo semplice, e verificata.
almeno un terzodella flora di Francia, secondo il Parco del Verdon
< 2.000 km²su un territorio modesto
1 felceunica al mondo (l’asplenio del Verdon)
Un incontro tra Alpi e Mediterraneo
Il segreto di questa ricchezza sta in una frase: il Verdon è un crocevia. Il
clima mediterraneo, caldo e secco, vi incrocia l’influenza alpina, più fresca e
montana. A questo si aggiunge un mosaico di ambienti — falesie calcaree, ghiaioni,
foreste, prati aridi, rive del fiume. Risultato: secondo il Parco naturale regionale del Verdon, il suo territorio ospita
non meno di un terzo della flora di Francia,
su meno di 2.000 km². Alcune vivono solo nel Verdon o nelle sole Alpi del Sud.
Una piccola felce che non cresce in nessun altro luogo della Terra se non nelle fessure delle falesie del Verdon. Descritta scientificamente nel 1911, protetta a livello nazionale, è il gioiello botanico del canyon.
Un’aquilegia di un blu profondo, rara, che fiorisce nei ghiaioni freschi — in particolare alle gorges de Saint-Pierre. Protetta a livello nazionale ed europeo.
Piccola pianta dai fiori bianchi, endemica della Provenza, con un areale minuscolo attorno al Verdon e all’entroterra di Grasse. Rara e protetta a livello regionale.
Aggrappato alle falesie verticali, cresce così lentamente che alcuni esemplari sono plurisecolari: su altre falesie calcaree del sud della Francia sono stati datati esemplari di oltre mille anni.
L’asplenio, una felce unica al mondo
Se si dovesse ricordare una sola pianta, sarebbe questa. L’asplenio del Verdon
(Asplenium jahandiezii) è una piccola felce di pochi centimetri che non
cresce in nessun altro luogo del pianeta se non nelle gole del Verdon. Descritta scientificamente nel
1911, si aggrappa all’ombra, nelle fessure e sotto gli strapiombi delle falesie
calcaree. Endemica stretta, protetta a livello nazionale e classificata quasi
minacciata, è il simbolo vivente di ciò che il canyon ha di insostituibile — e un
motivo in più per rispettare le sue pareti.
Il popolo delle falesie
La falesia non è un deserto minerale: è un giardino verticale. Accanto all’asplenio vi
vivono l’aquilegia di Bertoloni, fiore blu dei ghiaioni freschi, e l’arenaria
cenerina, endemica della Provenza dall’areale minuscolo. Vi si aggrappa anche il
ginepro fenicio, un arbusto così lento a crescere che alcuni esemplari sono
plurisecolari; su altre falesie calcaree del sud della Francia sono stati datati esemplari di oltre
mille anni. Sulle creste e sui prati calcarei crescono ancora la ginestra di
Villars e il raro raponzolo di Villars. Tutte queste specie sono tesori
fragili, adattati a un ambiente estremo.
Dalle querce ai faggi: le fasce di vegetazione
Scendendo dalla falesia, la vegetazione si organizza secondo l’altitudine e
l’esposizione. Il fondo e i versanti del medio Verdon sono coperti da querceto di
roverella (la quercia bianca) mescolato a pino silvestre. Sugli adret caldi,
a bassa quota, si insedia il leccio, albero mediterraneo per eccellenza; al
contrario, negli ubac freschi e in quota, compaiono le faggete. Ovunque,
bosso, ginepri e ginestre formano il sottobosco.
Più in basso e più secca si estende la garriga — timo, rosmarino, lavanda
selvatica — mentre i prati aridi calcarei, ricchi di fiori, sono il regno delle
orchidee selvatiche. Alle porte del Verdon, infine, i grandi campi di
lavanda dell’altopiano di Valensole compongono uno dei paesaggi coltivati emblematici
della Provenza.
Una flora protetta
Questa flora d’eccezione è al centro di diversi siti Natura 2000 — il Grand
Canyon e le Basses Gorges — le cui falesie calcaree e i prati aridi sono habitat di
interesse comunitario. L’asplenio del Verdon e l’aquilegia di Bertoloni
figurano tra le specie che hanno giustificato questa classificazione. Il pericolo
principale per le piante delle pareti è paradossale: l’apertura di vie di
arrampicata può distruggere i loro micro-habitat — la falesia è viva. Altrove, il
bosso, onnipresente, soffre della piralide del bosso, una farfalla
invasiva arrivata dall’Asia.
Un fiore raccolto non ricresce
Diverse piante del Verdon sono protette e la loro raccolta è vietata. In un Parco
naturale regionale e sui siti Natura 2000, non si strappa né si raccoglie —
soprattutto sulle falesie, habitat di specie uniche. Scalatori: rispettare i settori
sensibili e i decreti. Si guarda, si fotografa: si lascia che il fiore si risemini.
Domande frequenti
Perché la flora del Verdon è così ricca?
Perché il Verdon si trova all’incontro tra due mondi: l’influenza mediterranea, calda e secca, e l’influenza alpina, più fresca e montana. Questo crocevia, combinato con la diversità degli ambienti (falesie, ghiaioni, foreste, prati, fiume), spiega questa ricchezza: secondo il Parc naturel régional du Verdon, il suo territorio ospita non meno di un terzo della flora di Francia, su meno di 2.000 km².
Cos’è l’asplenio del Verdon?
È una piccola felce, Asplenium jahandiezii, endemica stretta delle gole del Verdon: non cresce in nessun altro luogo al mondo. Lunga pochi centimetri, si aggrappa all’ombra nelle fessure e negli strapiombi delle falesie calcaree. Descritta scientificamente nel 1911, è protetta a livello nazionale e considerata quasi minacciata.
Si possono raccogliere fiori nel Verdon?
No, meglio astenersene: diverse piante del Verdon sono protette (l’asplenio, l’aquilegia di Bertoloni, l’arenaria cenerina…) e la loro raccolta è vietata. In generale, in un Parco naturale regionale e sui siti Natura 2000, non si strappa né si raccoglie: un fiore lasciato al suo posto giova a tutti e si riseminerà.
C’è lavanda nel Verdon?
Sì, ma si tratta soprattutto di coltivazioni: i grandi campi di lavanda e lavandino dell’altopiano di Valensole, alle porte del Verdon, sono un paesaggio agricolo emblematico. In natura, la garriga offre inoltre timo, rosmarino e lavanda selvatica sui versanti secchi.
Quali piante vivono sulle falesie del canyon?
Le pareti sono un habitat a parte, colonizzato da piante specialiste aggrappate alla roccia: l’asplenio del Verdon (felce endemica), il ginepro fenicio (un arbusto dalla crescita lentissima, di cui alcuni esemplari sono plurisecolari), e diverse specie rupicole calcicole. È uno degli ambienti più preziosi — e più fragili — del Verdon.
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