Geologia · Il Verdon selvaggio
La geologia delle Gole del Verdon
Il Verdon, spesso soprannominato il Grand Canyon europeo, è prima di tutto una lezione di geologia a cielo aperto: in circa 250 milioni di anni, un mare tropicale, il sollevamento delle Alpi e la pazienza di un fiume hanno scavato fino a 700 metri di falesie nel calcare. Ecco questa storia, spiegata in modo semplice — la roccia, l’acqua, il carsismo e i fossili.
Il canyon in cifre
Altitudine dell’alveo: circa 630 m a monte, 510 m a valle. A seconda del tracciato considerato, alcune fonti misurano il grande canyon a ~21 km; il valore di riferimento resta 25 km.
Come si è formato il canyon
Qui niente è dovuto al caso: ogni parete racconta una tappa. Ecco le grandi date, dal mare caldo del Trias al canyon di oggi.
- ~250 Ma · Trias
Un mare caldo ricopre la Provenza. Sul fondale si depositano argille e gesso: questo basamento tenero servirà più tardi da «sapone» su cui gli strati scivoleranno durante il sollevamento delle Alpi.
- ~150 Ma · Giurassico superiore
Sotto un mare poco profondo e tropicale, i coralli costruiscono scogliere. Formano un calcare spesso — la roccia stessa delle future falesie del canyon.
- ~120 Ma · Cretaceo
Il mare si approfondisce; si depositano marne più tenere, ricche di fossili — ricci di mare, ammoniti, rettili marini. Oggi sussistono solo nelle pieghe concave (sinclinali).
- Era terziaria · ~66-2,6 Ma
La collisione delle placche africana ed europea solleva le Alpi. La Provenza si piega e si frattura; il Verdon inizia a tracciare il proprio corso attraverso il calcare. (Un’ipotesi diffusa aggiunge che il prosciugamento del Mediterraneo, circa 6-5 milioni di anni fa, avrebbe accelerato lo scavo da parte del fiume.)
- Quaternario · da ~2,6 Ma
Gonfiato dagli scioglimenti glaciali, il fiume scava profondamente la roccia: il grande canyon prende forma.
- Oggi
L’acqua prosegue il suo lavoro invisibile: dissolve il calcare, apre grotte, riemerge in risorgenze e ridepone la pietra in travertini. Il canyon è un cantiere sempre aperto.
La roccia: un calcare nato sotto i tropici
Le grandi pareti del Verdon sono scolpite in un calcare del Giurassico superiore, formatosi circa 150 milioni di anni fa. All’epoca, la regione è coperta da un mare caldo e poco profondo dove prosperano i coralli: il calcare delle gole è un calcare di scogliera, un’antica barriera tropicale. Una vasta laguna si estendeva allora dove oggi si trova l’altopiano di Canjuers.
Nel settore dei Plans du Verdon, questa lastra calcarea raggiunge quasi 1.000 metri di spessore; si assottiglia verso nord, attorno a Castellane. Al di sopra, un Cretaceo più marnoso — più tenero — si è conservato solo nelle pieghe concave (le sinclinali). Alla base, un Trias fatto di argille e gesso ha svolto il ruolo di livello di scivolamento durante il sollevamento alpino. È questo impilamento — Trias tenero, spesso calcare giurassico, Cretaceo marnoso — a spiegare la sagoma del canyon: alte muraglie verticali nel calcare duro, pendii più dolci dove affiora il resto.
Il carsismo: quando l’acqua dissolve la pietra
Il calcare ha un punto debole: l’acqua piovana, leggermente acida, lo dissolve. È l’erosione carsica — quella che, pazientemente, ha aperto il canyon e continua a scolpirlo. Firma ovunque il paesaggio: lapiaz (lastre solcate), doline, grotte come la Baume Bonne (scavata nel calcare giurassico sopra il Verdon), inghiottitoi, e clues — queste gole trasversali strette, come la clue de Taulanne o di Chasteuil, vicino a Castellane.
L’acqua che si infiltra riemerge più in basso in risorgenze; dove ridepone il calcare dissolto, costruisce travertini — sono le tufières di Saint-Maurin, all’ingresso nord-ovest delle gole, dove la pietra si ricostruisce sotto i Suoi occhi. Il fiume stesso si comporta in parte come un corso carsico, con perdite e risorgenze. Nel 1905 Édouard-Alfred Martel, aiutato da Isidore Blanc, maestro a Rougon, condusse la prima esplorazione integrale del canyon.
Un libro di fossili a cielo aperto
Il Verdon appartiene a quello che la Rete europea dei geoparchi presenta come il più grande museo di geologia all’aperto d’Europa. Creata per decreto nel 1984, la Riserva naturale geologica dell’Alta Provenza è comunemente presentata come la più grande riserva geologica d’Europa: diciotto siti classificati (269 ettari strettamente protetti) all’interno di un vasto perimetro di protezione di circa 2.300 km² che copre 59 comuni. Questo territorio è anche la culla dei geoparchi: il Géoparc de Haute-Provence fu il primo al mondo (nel 2000) e porta il marchio Geoparco mondiale UNESCO dal 2015; si estende su 67 comuni, tra cui Moustiers-Sainte-Marie, alle porte delle gole.
Tra i suoi tesori: il Mur des Siréniens, al col des Lèques vicino a Castellane, dove la roccia conserva ossa di sirenii — questi mammiferi marini antenati dei lamantini — vecchi di 35-40 milioni di anni; la celebre lastra ad ammoniti di Digne; e diversi ittiosauri, rettili marini fossilizzati nel calcare.
Nei diciotto siti classificati della Riserva geologica è vietato estrarre, raccogliere o portare via fossili o minerali. Nel resto del suo perimetro di protezione (59 comuni) resta vietato prelevare, distruggere o danneggiare i fossili; la Riserva vi tollera soltanto la raccolta a mano, in quantità limitata, di pezzi già messi a nudo naturalmente dall’erosione. Nel dubbio si osserva, si fotografa e si lascia tutto sul posto: è la condizione perché questo patrimonio resti in loco, per la scienza come per i visitatori di domani. Prima di qualsiasi prelievo, si informi presso la Riserva.
Da vedere sul posto
L’ingresso spettacolare del grande canyon, dove il Verdon si tuffa tra le pareti di calcare giurassico.
Vicino a Castellane, una roccia disseminata di ossa di sirenii — mammiferi marini vecchi di 35-40 milioni di anni.
Sopra Castellane, un massiccio di dolomie ritagliato in torri ruiniformi, che culmina a oltre 1.545 m.
All’ingresso nord-ovest delle gole, sorgenti carsiche costruiscono travertini — la pietra che si ricostruisce.
Domande frequenti
Come si sono formate le Gole del Verdon?
Il canyon è il risultato di due movimenti: prima il sollevamento delle Alpi, nell’era terziaria, che ha piegato e fratturato i calcari della Provenza; poi lo scavo da parte del fiume Verdon, soprattutto nel corso del Quaternario (a partire da circa 2,6 milioni di anni fa), quando gli scioglimenti glaciali ne hanno aumentato la portata. L’erosione carsica — la dissoluzione del calcare da parte dell’acqua — ha fatto il resto. Il grande canyon raggiunge oggi fino a 700 m di profondità.
In quale roccia è scavato il canyon?
In un calcare del Giurassico superiore, formatosi circa 150 milioni di anni fa in un mare caldo e poco profondo: un calcare di scogliera, costruito dai coralli, paragonabile a una grande barriera tropicale. Nel settore dei Plans du Verdon, questa lastra raggiunge quasi 1.000 metri di spessore. Al di sopra sussistono, in alcuni punti, marne più tenere del Cretaceo.
Che età ha la roccia delle gole?
La roccia delle grandi pareti — il calcare giurassico — ha circa 150 milioni di anni: risale al Giurassico superiore, epoca che la Commissione internazionale di stratigrafia colloca tra circa 161 e 143 milioni di anni fa. Il canyon in sé, invece, è molto recente su scala geologica: è stato scavato per la maggior parte nel Quaternario, un periodo iniziato circa 2,6 milioni di anni fa.
Perché l’acqua del Verdon è verde?
Il dettaglio (fluoro, micro-alghe, effetto delle dighe) si trova nella nostra scheda dedicata «Perché l’acqua del Verdon è verde».
Si possono raccogliere fossili nel Verdon?
È meglio non raccogliere nulla. Il patrimonio geologico del Parc naturel régional du Verdon rientra in parte nel perimetro di protezione della Riserva naturale geologica dell’Alta Provenza. Nei diciotto siti classificati della Riserva è vietato estrarre, raccogliere o portare via fossili o minerali. Nel resto del perimetro di protezione (59 comuni) è vietato prelevare, distruggere o danneggiare fossili, minerali e concrezioni; la Riserva vi tollera soltanto la raccolta a mano, in quantità limitata, di pezzi già messi a nudo naturalmente dall’erosione. Nel dubbio si osserva, si fotografa e si lascia tutto sul posto — e ci si informa presso la Riserva prima di qualsiasi prelievo.
Cos’è la Riserva geologica dell’Alta Provenza?
Creata per decreto nel 1984, è comunemente presentata come la più grande riserva geologica d’Europa: diciotto siti classificati (269 ettari strettamente protetti) all’interno di un vasto perimetro di circa 2.300 km² che copre 59 comuni. Questo territorio è anche la culla dei geoparchi: il Géoparc de Haute-Provence fu il primo al mondo (nel 2000) e porta il marchio Geoparco mondiale UNESCO dal 2015. Moustiers-Sainte-Marie, alle porte delle gole, ne fa parte.
Verifichi da sé
Le fonti esterne su cui si basa questa pagina, ad accesso diretto. Preferiamo che Lei possa contraddirci piuttosto che chiederLe di crederci sulla parola.
- UNESCO Géoparc de Haute-Provencegeoparchauteprovence.com
Geoparco mondiale UNESCO che copre il territorio: patrimonio geologico, siti di particolare interesse e divulgazione scientifica sulla formazione dei rilievi.
- BRGM — servizio geologico nazionalebrgm.fr
Ente pubblico di riferimento per la conoscenza del sottosuolo francese: carte geologiche, carsismo e idrogeologia.
- Parc naturel régional du Verdonparcduverdon.fr
L’autorità di gestione del territorio: regolamento per ambiente (terrestre, acquatico, verticale), bivacco e campeggio, fuoco, droni, consigli dei guardaparco.
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